Il signor Archivolontario

Data: 14/01/2013

Autore: Elena Muzzioli 

In seguito alle scosse di maggio, una delle priorità per la sicurezza è stata quella di verificare l’agibilità degli edifici: l’Ordine degli Architetti ha raccolto la disponibilità degli iscritti per fare le i sopralluoghi sugli edifici danneggiati, ma “ancora in piedi”.

Tra questi professionisti, c’è Giuseppe Amici volontario di Protezione Civile dal giugno scorso.

Da cosa è nata l’idea di entrare nella Protezione Civile?

“I sopralluoghi prevedevano la presenza di due persone e io ho avuto la fortuna di trovarmi con Andrea Zagni che mi ha parlato del corso per nuovi volontari che sarebbe iniziato la sera stessa e così da“semplice architetto” sono diventato “architetto e volontario”.

Numeri: quante ispezioni si facevano?

“Normalmente si facevano dalle 12 alle 15 ispezioni giornaliere. Era molto gratificante dire alle persone che potevano rientrare, così come era molto triste dover dire che risultavano danni seri”

Il tuo ruolo, che tipo di rapporto ti ha consentito di instaurare con le persone?

“Ho avuto la possibilità di dare consigli professionali e di “ordinario buon senso” alle persone e di farlo rifiutando qualunque compenso, cosa che mi ha gratificato molto perché ho operato a titolo gratuito, provando la stessa soddisfazione che ho provato come volontario.”

Dal punto di vista professionale, quali sono stati i problemi più frequenti? 

“Purtroppo molti danni sono stati causati dal “fai da te”: le persone, anche quelle con molta manualità, spesso hanno scarse conoscenze tecniche e il criterio secondo il quale usare molto cemento è meglio, non è sempre quello giusto.”

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