Quel grazie ai volontari

Finale Emilia. In silenzio si è ricordato il dramma

Data: 04/07/2013

Autore: Giorgio Berni 

Un anno dal sisma del 20 maggio 2012, un minuto di silenzio in ricordo delle vittime, una cerimonia senza grandi clamori, un ringraziamento a tutti i volontari che hanno sostenuto le popolazioni in quei primi terribili mesi, quando la polvere delle costruzioni crollate offuscava il futuro di intere comunità. Un grazie sentito, senza demagogia a noi volontari che abbiamo dato il massimo, alle istituzioni che hanno saputo “resistere” nonostante tutto. Questo in sintesi il senso della cerimonia tenuta a Finale Emilia in ricordo di quel maledetto 20 Maggio.

Al termine ho visitato l’area del campo 2, il campo aperto grazie ai nostri volontari, da solo, in un silenzio spettrale. L’ho visto così come era al mattino del 20 Maggio 2012, l’erba del prato alta, senza tende, senza gente, senza sole!

Una struttura semi abbandonata che di lì a poco sarebbe stato l’unico rifugio per centinaia di persone.

E i ricordi hanno cominciato a riaffiorare: dove era la segreteria, dove la cucina e i magazzini... Le persone accalcate sotto il pallone del campo da pallavolo, il primo pasto, la prima tenda occupata dai civili. La paura negli occhi di tanti e noi lì, intenti a costruire quello che sarebbe stato il loro “paese” per i prossimi mesi.

Ho risentito le voci, ho rivisto i volontari, ho rifatto le scelte di allora. Forse ho lasciato lì un po’ di me!

Tornando verso l’auto, che a breve mi avrebbe riportato a casa, mi sono detto: «siamo veramente stati in gamba» e poco importa se alla cerimonia si sono dimenticati di menzionarci.

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