Continua l'accoglienza straordinaria

Sette i senza fissa dimora che hanno trovato riparo per la notte nella struttura attivata dal Comune e messa a disposizione dall'Arcidiocesi

Continua il Piano di accoglienza straordinario attivato dal Comune di Modena a seguito della diramazione da parte della Protezione civile regionale dell'Allerta di colore arancione per il freddo intenso.

Grazie soprattutto al lavoro che viene svolto da mesi attraverso il Piano di accoglienza invernale (a cui partecipano Poli territoriali e Centro stranieri del Comune, servizi sanitari dell’Ausl, Caritas diocesana e Terzo Settore) che ha visto l’attivazione dallo scorso novembre di 90 posti letto in zone diverse della città, l’accoglienza straordinaria della scorsa notte ha registrato numeri facilmente gestibili. 

Sette le persone accolte nella notte tra martedì 27 e mercoledì 28 febbraio nello spazio di ospitalità appena attivato dal settore Welfare sulla base del Piano di accoglienza invernale, che resterà aperto sino a quando non sarà superato lo stato emergenziale.

Ad accompagnare i sette, tutti stranieri (sei nordafricani e un ghanese), nello spazio allestito in una saletta parrocchiale grazie alla collaborazione dell’Arcidiocesi di Modena-Nonantola sono stati gli educatori professionali dell’Unità di Strada gestita da Caleidos e Associazione Porta Aperta. In serata ad accoglierli c’erano pure i volontari della Croce Blu che hanno offerto cibo e bevande calde anche al risveglio in mattinata, mentre durante la notte sono rimasti sul posto operatori professionali in grado di parlare l’arabo.

L’accoglienza straordinaria funziona dalle 22 alle 7 ed è rivolta a persone non ancora collocate o note ai servizi, oppure che si sono rese particolarmente difficili da intercettare, nascondendosi volontariamente e ostinandosi a stare all’aperto o in rifugi di fortuna, ma che si presume potrebbero, a causa del freddo e del maltempo di queste notti, cercare un riparo anche a tarda ora, proprio come è accaduto la scorsa notte. La disponibilità di questo nuovo punto di accoglienza viene comunicata alle persone in difficoltà dagli operatori sociali e volontari e dagli operatori dell’Unità di strada che hanno un contatto diretto con le realtà più complesse e marginalizzate.

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