A volte la realtà supera la fantasia...
L'eruzione che verrà
Il Vesuvio dorme da più di 60 anni, e tutti gli esperti concordano sul fatto che prima o poi si risveglierà. Ma quanto sarà potente la prossima eruzione? Viaggio alle falde del vulcano, tra ipotesi apocalittiche, piani di emergenza e fatalismo.
VESUVIO, CENTINAIA DI CHIAMATE AL CENTRALINO DOPO L'ANNUNCIO DI UNA PROBABILE ERUZIONE
NAPOLI (30 agosto) - Rischio di eruzione del Vesuvio dietro l'angolo. Secondo il National Geographic il vulcano è addormentato ma solo per ora. A leggere, infatti, il servizio sul nuovo numero dell'edizione italiana della rivista, il rischio di una possibile eruzione del Vesuvio è reale e la situazione sarebbe aggravata dal fatto che i piani d'evacuazione per la popolazione sono sbagliati. Dopo l'allarme lanciato dal National Geographic sono state più di cento le telefonate giunte al centralino della sala operativa della Protezione civile della Provincia di Napoli; soprattutto da parte di anziani che hanno alzato la cornetta per chiedere informazioni sul da farsi, convinte che l'eruzione del Vesuvio fosse imminente.
Secondo quanto racconta un operatore del centralino, molti anziani hanno appreso la notizia dai telegiornali e dalla radio e qualcuno ha chiamato pronto a lasciare immediatamente casa, chiedendo dove poter scappare.
Nel capoluogo partenopeo c'è chi, come l'assessore alla Protezione Civile della Provincia cerca di tranquillizzare tutti e se la prende soprattutto con la rivista americana: «Non si devono mettere in giro voci che possono creare timori e allarmismi ingiustificati. Se davvero ci sono pericoli imminenti e c'è uno studio scientifico che venga provato, si dia il tutto alla Protezione civile affinché riveda il piano, non si può ridurre il rischio di un'eruzione al lancio di una monetina, visto che non ci sono eruzioni significative dal 1631. Ciò significherebbe che, da allora, se avessimo lanciato una monetina ogni anno, avremmo sempre avuto testa, una cosa smentita da tutte le statistiche».
L'assessorato alla Protezione Civile, precisa Borrelli, «sta installando in tutti comuni della zona rossa, quella più a rischio, la segnaletica di emergenza, utilissima in caso di necessità, quando bisognerà evacuare nel giro di poche ore centinaia di migliaia di persone. Provocazione per provocazione, verrebbe da chiedersi - conclude - se è vero che c'è il rischio imminente di un'evacuazione, dobbiamo davvero prepararci a lasciare le nostre città?».
GLI SCIENZIATI: «PREVISIONI IRREALISTICHE»
NAPOLI (30 agosto) - Non sussiste, allo stato attuale, alcun allarme Vesuvio. Lo ribadisce la Protezione civile della Regione Campania. «Allo stato - precisa l'assessore regionale alla Protezione civile, Luigi Nocera - non sussiste nessun pericolo imminente. Il monitoraggio del vulcano - ha proseguito - non rivela alcuna alterazione che possa fare ipotizzare scenari di rischio concreto e immediato di nuova eruzione. Non è il caso perciò di seminare panico, che può solo generare fenomeni di paura ingiustificata e rischi inutili».
Anche per il direttore dell'Osservatorio Vesuviano Marcello Martini: «In questo momento non c'è nessun allarme: il Vesuvio è quiescente. Quel 50% di probabilità che si risvegli nel peggiore dei modi, sicuramente non è possibile domani. Se riferito a un lasso di tempo molto lungo, dell'ordine di migliaia di anni, allora sì, diventa possibile».
«Nell'immediato non è possibile un'esplosione del vulcano - ribadisce Martini - E comunque siamo dotati di sistemi di rilevazione in grado di avvertire di un'eventuale risveglio del Vesuvio con mesi o settimane di anticipo. Bisogna tener presente che l'Ingv e l'Osservatorio Vesuviano hanno un complesso sistema di monitoraggio su tutte le variazioni che si possono verificare, in merito alle deformazioni del suolo, alla sismicità, alla composizione chimica delle fumarole del vulcano, in modo tale da poter comunicare immediatamente una eventuale ripresa dell'attività».
«I piani della Protezione civile sono stati modulati in considerazione della scarsa possibilità che si possano verificare fenomeni di attività maggiore rispetto a quella subpliniana - spiega il direttore - Anche se ovviamente non è escluso che ciò si possa verificare, la probabilità è abbastanza bassa da rendere ragionevole assumere un livello di rischio subpliniano. La casistica infatti ci dice che nell'arco di 20mila anni si sono verificate soltanto 4 di queste eruzioni, due delle quali negli ultimi 4mila anni».
«Previsioni irrealistiche» tuona il presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanolgia Enzo Boschi: «Queste previsioni sono irrealistiche, non si verificheranno mai. Non si può sgomberare mezza Italia, basandosi su probabilità. Si tratta di situazioni che vanno continuamente monitorate. I dati sono continuamente aggiornati, non c'è alcun bisogno di fare allarmismi. I piani di evacuazione sono sufficienti».
«Al momento attuale il vulcano è tranquillissimo - ha rassicurato Boschi - Se dovesse prepararsi all'eruzione ce ne accorgeremmo con settimane di anticipo. L'allarme lanciato dal National Geographic è privo di senso. Le analisi statistiche riguardanti l'attività del Vesuvio negli ultimi 30mila anni confermano che c'è meno dell'1% di probabilità di eruzioni nei prossimi 12 mesi».
«Il Vesuvio è il vulcano meglio monitorato al mondo - ha aggiunto Boschi - Ci sono 120 tra tecnici e ricercatori che 24 ore su 24 monitorano la situazione, tenendo sotto controllo ogni minimo segno percepito. I piani della Protezione civile vanno benissimo, ogni anno li verifichiamo. I napoletano sono intelligenti, non danno importanza a questi allarmismi inutili».
Tra gli studiosi c'è chi, però, concorda con l'allarme lanciato dal National Geographic. Tra questi Giovanni Gregori, studioso dell'Istituto di Acustica "Orso Mario Corbino" del Cnr: «Il rischio di eruzione del Vesuvio è risaputo, c'è una situazione di pericolo. Come l'Etna, il Vesuvio è il vulcano meglio documentato storicamente - aggiunge lo studioso - Ma il vulcano non ha un orologio preciso, è una specie di "pentola a pressione" che può esplodere anche con ritardi lunghissimi, di secoli. Prevedere il momento preciso dell'eruzione è praticamente impossibile ma dei segnali premonitori del pericolo possono essere colti».
«Un vulcano è più prevedibile di un terremoto, che è accidentale, subitaneo - spiega infatti Gregori - Un vulcano non esplode da un giorno all'altro, ci sono segnali con diversi mesi di anticipo. La difficoltà sta nel saperli leggere, codificare. Nell'esplosione del 1631, che fece circa 10mila morti, segnali ci furono circa 6 mesi prima dell'eruzione - prosegue - come ad esempio dalla falda acquifera e poi dal fondo del cratere, che era salito fino al ciglio. C'è un impegno cospicuo, una rete di monitoraggio e se viene ben utilizzata ci sono elementi per fare previsioni su una futura eruzione».
«Il vesuvio è pericoloso non solo perché un vulcano di tipo esplosivo ma soprattutto per la zona in cui si trova, ad elevata densità abitativa - afferma ancora Gregori - C'è stata una dissennata occupazione del territorio: se ci fosse un segnale di eruzione mancarebbero le vie sufficienti per evacuare in tempo rapido la zona. Oggi un'eruzione farebbe intorno al mezzo milione di vittime».
VESUVIO: DIPARTIMENTO PROTEZIONE CIVILE VALUTA DENUNCIA PROCURATO ALLARME
Roma, 30 ago. - (Adnkronos) - Il Dipartimento di Protezione Civile sta valutando se sussistano i presupposti per procedere a una denuncia per procurato allarme rispetto a diverse notizie diffuse oggi su una possibile eruzione del Vesuvio. Come si apprende dal Dipartimento, nessuna di queste notizie risulta essere stata confrontata o verificata col Dipartimento o le competenti strutture scientifiche.