Incendi: prosegue il servizio di avvistamento sino al 26 agosto

MODENA (22 ago. 2009) - Prosegue fino al 26 agosto la fase di "grave pericolosità" dichiarata dalla Regione per incendi boschivi a causa delle condizioni climatiche, della vegetazione secca e della disattenzione di agricoltori e turisti. E fino al 13 settembre resterà pienamente operativo sull'Appennino modenese il servizio di avvistamento per la prevenzione degli incendi boschivi iniziato alla fine di luglio.

«E' proprio in questo periodo di gran caldo e di massima affluenza turistica in Appennino - afferma l'assessore provinciale all'Ambiente Stefano Vaccari - che i rischi aumentano. Rinnoviamo quindi la raccomandazione alla massima cautela perché basta davvero poco per provocare un incendio».

Quest'anno il servizio di sorveglianza è stato potenziato e vede oltre 200 volontari impegnati nelle operazioni anti incendi boschivi.

Il servizio è coordinato dalla protezione civile della Provincia di Modena in collaborazione con il Corpo forestale dello Stato, la Consulta provinciale del volontariato per la protezione civile e le Guardie ecologiche volontarie.

Per le segnalazioni di avvistamenti di un incendio sono attivi 24 ore su 24 i numeri telefonici 1515 della Forestale e 115 dei Vigili del Fuoco: è importante fornire informazioni precise rispetto alla localizzazione.

Questa estate finora non si è registrato nessun incendio boschivo vero e proprio in Appennino, probabilmente anche grazie all'intensificazione dei servizi di sorveglianza e prevenzione in particolare sugli episodi di bruciatura di materiale vegetale da parte degli agricoltori, pratica particolarmente pericolosa. Tra gli episodi più gravi nel resto del territorio modenese figurano il recente incendio nell'oasi di Manzolino (in corso le indagini della Forestale per verificare eventuali responsabilità) e, nelle scorse settimane, un incendio di vegetazione nell'alveo del Secchia a S.Michele dei Mucchietti.

Lo scorso anno gli incendi nel periodo estivo sono stati una ventina, come l'anno precedente, con circa quattro ettari di superficie boschiva distrutta dalle fiamme.

Oltre alle favorevoli condizioni climatiche e alla vegetazione secca, tra le cause più ricorrenti c'è la disattenzione di agricoltori e turisti: dai mozziconi di sigaretta abbandonati ancora accesi alle marmitte calde a contatto con sterpaglie secche.

Per chi causa un incendio è prevista la reclusione da quattro a dieci anni in caso di dolo, da uno a cinque anni in caso di colpa. Poi ci sono le azioni vietate nel periodo di "massima pericolosità" che, anche solo potenzialmente, possono determinare l'innesco, quindi, sanzionate in modo salato: da mille a 10 mila euro. Tra queste l'accensione di fuochi all'aperto nelle aree forestali a distanza minore di 200 metri dai margini esterni. Nelle aree forestali, inoltre, è sempre vietato accendere fuochi, far brillare mine, usare apparecchi a fiamma o elettrici per tagliare metalli, usare motori, fornelli o inceneritori che producono faville o brace, fumare o comunque compiere ogni altra operazione che possa creare pericolo immediato o mediato di incendio.

In caso di incendio boschivo la responsabilità dell'intervento di spegnimento è del Corpo forestale dello Stato; se ci sono rischi per persone ed edifici, la direzione delle operazioni passa ai Vigili del fuoco.

Questo contenuto è stata visualizzata 802 volte