Terremoto Centro Italia/1 - Altra tragica data da ricordare: 24 agosto 2016

Comunità sconvolte

Difficilissimo il lavoro dei primi soccorritori a causa della grossa mole di detriti rovinati sulle strade

Data: 11/11/2016

Autore: Stefano Tripi 

È giusto tenere sempre in mente che l’Italia è uno dei Paesi a maggiore rischio sismico del Mediterraneo.

Come giustamente ci ricorda il Dipartimento di Protezione Civile nazionale, questo è dovuto alla sua particolare posizione geografica, nella zona di convergenza tra la zolla africana e quella eurasiatica.

La sismicità più elevata si concentra nella parte centro-meridionale della Penisola, lungo la dorsale appenninica.

Purtroppo, gli eventi connessi al tragico sisma che ha sconvolto le piccole comunità del Centro Italia si inseriscono pienamente in questa descrizione del rischio sismico del nostro Paese.

La scossa principale si è manifestata mercoledì 24 agosto 2016 alle 3:36, con magnitudo 6 ed epicentro lungo la Valle del Tronto, tra i comuni di Accumoli, Amatrice (Provincia di Rieti) e Arquata del Tronto (Provincia di Ascoli Piceno).

Almeno tre le Regioni direttamente coinvolte: Lazio, Umbria, Marche.

Le scosse, dalla prima - avvertita un po’ in tutta Italia - alle successive, si sono scatenate in un’area scarsamente popolata, ma con una moltitudine di piccole realtà, di paesi e borgate isolate, duramente messi alla prova da una catastrofe che ha prodotto, ad oggi, 298 vittime e 388 feriti, di cui la maggior parte ad Amatrice e Accumoli.

Ingenti i danni agli edifici civili, così come alle attività economiche, in particolar modo alle aziende agricole sparse.

Fortunatamente, è in momenti come questi che si dimostra la validità del nostro sistema di Protezione Civile.

Da una parte, gli interventi di soccorso: in pochi minuti, nonostante le difficili condizioni (luoghi remoti, difficili da raggiungere a causa dei detriti), i soccorritori di pronto intervento sono arrivati in loco e hanno iniziato a scavare, cercare e salvare vite umane.

Dall’altra parte, gli interventi di assistenza alla popolazione: in poche ore è stato mobilitato tutto il sistema nazionale, compreso il volontariato, e sono partite le colonne mobili di Protezione Civile di numerose regioni per l’allestimento dei primi campi per la popolazione.

Infine, le attività di superamento dell’emergenza, anche grazie all’importante catena nazionale e internazionale di solidarietà, per il ripristino dei luoghi.

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