Moproc a lezione - L’incontro con uno dei maggiori esperti di meteorologia

Una serata con Lombroso

Meteorologo free lance, climate expert, divulgatore ambientale, conferenziere e scrittore, Luca Lombroso certamente non si risparmia. Ecco l’intervista, nella quale ci ha svelato che...

Data: 26/09/2016

Autore: Mario Ferrari 

Come è cambiato il clima negli ultimi 10 anni?

Il clima negli anni è cambiato nettamente, prima di tutto nelle temperature.

Il pianeta si scalda ed è un dato inequivocabile dimostrato oltre che dall’aumento delle temperature anche da fenomeni indiretti come il ritiro dei ghiacciai e dei ghiacci polari.

Il 2015 è stato, globalmente, l’anno più caldo da quando esistono le misure meteorologiche e negli ultimi mesi il fenomeno si sta ripetendo con una anomalia, rispetto alla media, anche di oltre 1°C, tanto da preoccupare la comunità scientifica e già pericolosamente vicina agli obiettivi di 1.5-2°C di limitazione del global warming stabiliti alla COP 21 di Parigi a cui ho partecipato.

Anche a Modena e nella nostra regione il clima è cambiato, per dare un’idea, non con numeri ma con un esempio geografico, è come se Modena si fosse virtualmente spostata nel centro-sud Italia o come se Sestola, dai reali 1000 m di quota si fosse spostata nel fondovalle, quasi in pianura.

Ecco, un esempio che rende l’idea ulteriormente è che in estate, durante le ondate di caldo più intense e ormai frequenti tanto da essere diventate la norma e non più l’eccezione, riscontriamo spesso che Sestola ha temperature massime tipiche del clima di pianura e Modena simili o perfino più alte che a Il Cairo, in certe giornate quasi come a Luxor.

Quali sono i benefici o i problemi, se cambiamenti ci sono stati?

Benefici pochi, l’unico, purtroppo vanificato dagli sprechi energetici negli edifici residenziali, pubblici e anche residenziali potrebbe essere risparmiare nelle spese di riscaldamento invernale.

Problemi tanti, riferendosi all’esempio di cui sopra le ondate di caldo comportano problemi di salute, di consumi energetici per il condizionamento, sulla disponibilità di acqua e quindi sull’agricoltura.

Potremmo aggiungerci gli insetti e in particolare quelli “esotici” che, complice la globalizzazione, invadono sempre più il nostro territorio coi conseguenti problemi della comparsa di malattie tropicali legate alle zanzare e di problemi all’agricoltura per altre specie, come la cimice asiatica.

Poi, aria più calda comporta maggior potenziale di acqua precipitabile in atmosfera, con le conseguenze sulle piogge torrenziali, spesso associate alla mancanza di nevicate in montagna e sui temporali intensi.

Tutti fenomeni che abbiamo più volte visto nel nostro territorio, ma che non devono giustificare o attenuare le mancanze di corretta gestione e manutenzione del territorio.

Quanto sono attendibili le previsioni meteorologiche oggi?

Le previsioni meteo hanno ormai un’affidabilità impensabile, anche per me, fino a pochi anni fa.

Personalmente ho perso il gusto di alzarmi, aprire le finestre e dire “oh, nevica!”.

Quello che talvolta si discute o viene ascritto a “previsioni sbagliate” è il dettaglio, per esempio è piovuto un po’ prima o un po’ dopo, o la neve è comparsa a quote di 100- 200 m più in alto o più in basso del previsto.

Ormai, le previsioni fino a 2-3 giorni sono molto precise, con una attendibilità del 90-95%, certo, come dicevo, ci possono essere piccoli errori di dettaglio, e questo succede soprattutto in realtà orograficamente complesse come la nostra.

Se però correttamente usate, sono uno strumento di pianificazione e anche di resilienza e adattamento ai cambiamenti climatici fondamentale.

Da 4 a 7 giorni le previsioni sono meno precise, e non possono avere dettaglio sufficiente, ma sono comunque un utile strumento di pianificazione per capire se si va verso bel tempo o maltempo, verso il caldo o verso il freddo.

Comunque, tanto per fare un esempio, oltre i 3 giorni non è possibile emettere un allerta meteo ed è azzardato decidere di annullare o meno una gita o un viaggio di piacere e svago.

Ancor più, non sono utilizzabili anche se si trovano le previsioni oltre i 7 giorni, perché a causa della natura caotica dell’atmosfera le condizioni possono cambiare anche nettamente.

Insomma, è quasi vero che “una farfalla batte le ali in Brasile e scatena un uragano in Texas” Quali sono i tempi da considerare per avere previsioni efficaci?

In parte l’ho detto sopra.

Diffidate di chi fornisce previsioni oltre i 7 giorni e usate solo come informazione indicativa quelle oltre i 3 giorni.

E buttate via quelle stagionali o gli annunci di ere glaciali, di uragani, di catastrofi, di nubifragi, di bombe d’acqua o associate a nomi stravaganti di cicloni e anticicloni.

Ricordatevi di affidarvi solo agli enti istituzionali, per noi in regione quindi ad ARPAE Emilia Romagna servizio idrometeo, (http:// www.arpa.emr.it/sim/) o ai siti di comprovata professionalità, per esempio noi di Emilia Romagna Meteo http://emiliaromagnameteo.com ci distinguiamo rispetto ad altre realtà per l’apporto di meteorologi professionisti che dedicano una parte del loro tempo al volontariato scientifico e per la presenza di una rete, volontaria e spontanea, di stazioni meteo amatoriali.

I media sono competenti nel diffondere previsioni ed allerte?

Sugli allerta si potrebbe aprire un lungo discorso.

Ci sono molti problemi in Italia, per la frammentazione e dispersione dei servizi regionali e per la mancanza di una agenzia nazionale di meteorologia civile.

Gli allerta in Emilia Romagna sono diversi, come formato grafico, contenuti, siti internet di riferimento e perfino per il significato delle scale di allerta da quelli della Liguria e sua volta diversi da quelli in Toscana o in Lombardia o in Trentino, che a sua volta, pensate, differisce da quelli della Provincia di Bolzano! Ci sono in corso azioni e progetti di migliorare la situazione e il coordinamento fra i vari enti, e i risultati iniziano a vedersi, come il recente passaggio anche in Emilia Romagna a uno standard di allerta con codici a colore verde, giallo, arancione e rosso a seconda del livello di pericolo della situazione.

Resta il fatto che in questa confusione il giornalista spesso non distingue o interpreta bene un allerta meteo e se proviene da fonti ufficiali o da siti commerciali che cercano di aumentare i click con notizie clamorose o allarmistiche.

Allerta meteo che però sono fondamentali, mai vanno sottovalutati, perché con gli eventi estremi legati ai cambiamenti climatici e il dissesto del territorio si rischia veramente la vita.

Cosa ne pensa del volontariato di protezione civile?

Ovviamente, penso molto bene del volontariato di protezione civile e del volontariato in genere.

Il ruolo che svolgete è fondamentale nella prevenzione e nella gestione delle emergenze, e il nostro sistema, malgrado i problemi di cui parlavo sopra sugli allerta meteo, è apprezzato in tutto il mondo.

Ne ho avuto modo di parlare anche con un illustre ospite, il Dr. Josè Rubiera, Direttore dell’istituto di Meteorologia di Cuba, esperto di uragani e che ci ha portato a un convegno al Dipartimento di ingegneria dell’Università di Modena e Reggio Emilia l’esempio della realtà cubana, dove la gestione delle emergenze legate agli uragani vede una partecipazione attiva, dal basso, dell’intera società civile con risultati riconosciuti internazionalmente, anche dalle Nazioni Unite.

Ecco, se vogliamo pensare a miglioramenti bisogna estendere la cultura della sicurezza dagli eventi calamitosi e la partecipazione della popolazione, ma soprattutto lavorare molto sulla prevenzione a monte, perché un euro investito in prevenzione ne fa risparmiare sette nella ricostruzione.

Ha qualche suggerimento da darci per migliorare l'informazione verso i cittadini riguardo i rischi meteorologici?

Qui, più che suggerimenti, sto pensando da tempo a forme di collaborazione più attiva fra il mondo della meteorologia professionale e amatoriale, le istituzioni preposte all’allertamento e le organizzazioni di volontariato di protezione civile.

Ho varie idee e anche progetti al riguardo, sono in cantiere, ma per ora non vi anticipo altro se non lanciare un messaggio finale: diffidate dalle #meteobufale e seguite soltanto #labuonameteo.

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