Terremoto Centro Italia/4 - Intervista a chi è andato in soccorso

Stanchezza e adrenalina

Le impressioni di tre dei nostri volontari partiti per il campo di Montegallo in aiuto alle popolazioni in difficoltà

Data: 11/11/2016

Autore: Marcello Bianchi 

Ancora una volta l’Italia si ritrova a piangere per un sisma.

Ancora una volta i nostri volontari si sono fatti trovare preparati e pronti a partire.

Destinazione: il Centro-Italia.

Abbiamo intervistato Andrea, Giusy e Francesco, intervenuti in diverse fasi e periodi delle operazioni di soccorso.

 

Andrea Bevini

Andrea, voi siete intervenuti già dalle prime ore del sisma. Dove siete stati inviati?

Sì, siamo partiti il 24 agosto e siamo stati mandati nelle zone di Uscerno e Balzo di Montegallo.

Che situazione avete trovato al vostro arrivo?

Fortunatamente i comuni nei quali siamo stati inviati, a differenza di quelli mostrati in TV, non erano molto danneggiati.

Però abbiamo trovato gente impaurita e una novità rispetto agli addestramenti e alla precedente esperienza in Emilia: eravamo in montagna e questo ha cambiato un po’ le regole d’ingaggio, nel senso che i migliori spazi che abbiamo trovato per realizzare i campi erano un campo da calcetto e una segheria.

Qual era il tuo compito?

Io ero giù con funzione di coordinamento: gestivo uno dei campi assieme a un funzionario regionale.

Per quanto riguarda il vostro contingente, com’è andata?

Le emergenze sono sinonimo di problemi, le prime partenze di più!

Ero alla mia prima esperienza in uno scenario del genere e con questo ruolo; devo dire che lo staff Consulta e i due funzionari con cui sono partito sono stati una spalla eccezionale.

Quindi un’esperienza...?

Tosta.

Tosta perché, come ti dicevo prima, abbiamo operato su scenari mai provati ed è stato un mix di adrenalina e stanchezza.

Ho portato a casa un’esperienza di cui far tesoro e ho scoperto alcuni lati del mio carattere inaspettati.

Un’esperienza che non dimenticherò mai, né come volontario né come Andrea.

 

Giusy Romeo

Giusy, dove siete stati inviati?

Siamo stati mandati a prestare la nostra delicata opera nella frazione di Uscerno e, in seguito, dislocati nella frazione di Balzo di Montegallo (Ascoli Piceno).

Com’era la situazione al vostro arrivo?

Critica, difficoltosa e complessa per l’aspetto orografico del luogo - intendo nell’individuare l’area dove allestire il campo.

La popolazione locale era molto spaventata, ma disponibile.

Qual era il tuo compito?

Addetta alla segreteria: registrazione degli ospiti e degli operatori, gestione delle entrate e delle uscite, censimento degli ospiti, cucina (numeri pasti) e necessità interne al campo.

Per quanto riguarda il vostro turno, com’è andata?

Nonostante il pesante e complesso fardello siamo stati portati a coprire le varie figure con estrema delicatezza, con molta attenzione e professionalità etica, fornendo alla popolazione tutto il supporto necessario.

Io penso che si debba affrontare l’emergenza, qualunque essa sia, con una buona dose di spirito critico e facendo sempre squadra per migliorare.

Che tipo di esperienza è stata?

Emotivamente forte, complessa, ma gratificante ed estremamente costruttiva.

 

Francesco Verde

Francesco, voi siete stati inviati al campo di Uscerno.

Sì esatto, eravamo in una dozzina proveniente da diverse associazioni.

Com’era la situazione al vostro arrivo?

Tranquilla, ormai la popolazione era quasi tutta rientrata nelle abitazioni.

Qual era il tuo compito?

Io sono un volontario generico e in questa fase erano richiesti volontari per smontare una tensostruttura: una delle attività in cui sono molto preparato.

Quindi siete stati poco. Com’è andata?

Siamo stati due giorni - il 5 e 6 ottobre - e ce la siamo cavata egregiamente.

Ormai siamo “rodati”.

Che tipo di esperienza è stata?

Costruttiva, era la prima volta che operavo in una situazione post-sisma.

Inoltre, in questi casi - nel mio in particolare - subentra anche il lato emotivo e qui ero anche a una distanza rilevante da casa; si può dire che questa esperienza mi ha ulteriormente temprato.

 

Chi è Andrea Bevini

Età: 32

Vita privata: convive con Giulia, anch’essa volontaria MOPROC

Professione: consulente e formatore in materia di sicurezza sul lavoro

Hobby: la moto e la montagna - se praticati insieme, è meglio

In MOPROC dal: 2010

Ruolo: attualmente Coordinatore Operativo e referente del settore Formazione

Intervento più significativo: per lui tutti gli interventi sono significativi e tutti con un denominatore comune: fatica, emozioni e soddisfazione

 

Chi è Francesco Verde

Età: 49

Vita privata: coniugato; ha due figlie, di 15 e 23 anni

Professione: metalmeccanico

Hobby: tanti, tra cui il volontariato e il rendersi utile. Dove serve, va

In MOPROC dal: 2013

Ruolo: oltre ad essere un volontario generico si sta specializzando nel montare/smontare tende e tensostrutture

Intervento più significativo: ha preso parte agli interventi fatti durante l’alluvione dovuta alla rottura dell’argine del Secchia nel 2014

 

Chi è Giusy Romeo

Età: 55 anni

Vita privata: ha 3 figli, di 23, 29 e 31 anni

Professione: docente

Hobby: giardinaggio, orto, ballo e lettura

In MOPROC dal: 2012

Ruolo: generica, referente per la segreteria in Consulta

Intervento più significativo: Campo scuola 2015. Il dover interagire con adolescenti speciali e la fragilità di alcuni di essi l’hanno reso veramente significativo

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