Una Acies: alla scoperta di Palazzo Ducale

Data: 08/05/2022

Autore: Daniele Montorsi 

Forse molti di noi non sanno che Palazzo Ducale, che insieme al Duomo rappresenta un giusto orgoglio della nostra città, è una struttura articolata e complessa costruita ed abbellita, come la vediamo oggi, in più momenti attraverso i secoli e con l'intervento dei più famosi architetti del tempo, nella quale sontuosi ambienti di rappresentanza, convivono con altri più squisitamente privati e con altri ancora che nel corso della sua storia, sono stati adibiti a magazzini, uffici, caserme, depositi, stalle.
Un vero e proprio microcosmo, una piccola città nella nostra Modena, scelta dal Duca Alfonso d'Este per farne dal 1598, Capitale del Ducato, dopo aver lasciato l'originaria Ferrara.

Palazzo Ducale dunque, è stato per quasi tre secoli splendida residenza degli Estensi, per poi diventare dal 1865, dopo l'Unità d'Italia, Scuola Militare di Fanteria e Cavalleria ed infine dal 1947 Accademia Militare dove inizia la formazione degli aspiranti ufficiali del nostro Esercito e dell'Arma dei Carabinieri.
Dunque un concentrato di arte, bellezza, storia e tradizioni che abbiamo potuto conoscere ed apprezzare, attraverso una visita guidata dal Primo Luogotenente Giuseppe Porciatti ed organizzata dal nostro Settore Iniziative.

Attraverso la disponibilità e la preparazione della nostra guida, cui si deve l'ampliamento e la riorganizzazione nelle forme attuali del Museo Storico, abbiamo potuto visitare le varie sale che lo compongono e nelle quali si snoda la storia militare del nostro Paese.
Tanti cimeli, tanti eventi ma soprattutto i nomi e le vite di tante persone che hanno attraversato questi ambienti nei secoli fino ad oggi.
Alcuni (come quelli cui è dedicata la Sala Allievi Illustri) che magari abbiamo conosciuto, a volta in maniera incompleta e frettolosa, sui libri di storia; altri sicuramente meno noti (come  quelli cui è dedicata la Sala dei Corsi) ma che sono ben vivi e custoditi dall'Istituto Militare che ne preserva la memoria e i valori, perché la memoria rappresenta le radici per ciascun popolo e custodire la memoria della propria Storia, vuol dire mantenere viva la consapevolezza di un cammino collettivo che oggi richiede, anche a tutti noi, un convinto e costruttivo impegno a essere continuato.

Questa consapevolezza è ben sintetizzata dal motto latino dell'Accademia: “Una Acies”: una “unica schiera”, un corpo unito e solidale che pur nelle tante diversità dei suoi singoli componenti, realizza una profonda convergenza e comunione di intenti; insomma ciò che noi chiameremmo squadra.
Motto che è insieme una visione di vita, perché la diversità di storie, preparazioni, capacità individuali e competenze, se condivise, può essere ricchezza che fa crescere; ma anche stile concreto di impegno al quale possiamo e dobbiamo ispirarci anche tutti noi, volontari di Protezione Civile.

Ed allora, Una Acies anche per noi!

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