I gialli del venerdì notte

Anche quest'anno si è conclusa la nostra partecipazione al progetto “Accoglienza Invernale” che vede impegnati volontari e professionisti nel monitorare, durante i mesi invernali, le condizioni dei senza fissa dimora presenti sul territorio comunale.

Il nostro impegno si unisce a quello di altre 4 associazioni di volontariato (Croce Blu, Croce Rossa, Porta Aperta e Agesci) e proprio grazie a questa collaborazione e alla disponibilità di tanti volontari, siamo riusciti (come ormai da molti anni) a garantire il monitoraggio notturno dal 1 novembre al 31 marzo.

Il nostro servizio è parte di un ingranaggio, coordinato dal Comune di Modena, che prevede varie forme di accoglienza notturna (su disposizione degli operatori del Comune o del Serd) e di monitoraggio su strada, effettuato sia da noi volontari che da due unità di strada professionali

Non abbiamo ancora i dati ufficiali dell'intero progetto, ma siamo orgogliosi per essere riusciti a fare la nostra parte con costanza e dedizione e questo grazie all'alto numero di volontari: più di 50 quelli che hanno dato la loro disponibilità e hanno fatto almeno un turno, buona parte anche due, rinunciando per un venerdì sera al divano di casa o alla serata fuori. A ognuno di loro va il ringraziamento di tutto il Gruppo, unitamente a quello arrivato nelle scorse settimane via email dall'assessora alle Politiche Sociali Roberta Pinelli e dalla dirigente del Settore Politiche Sociali Annalisa Righi. E, restando in tema di ringraziamenti, ne dedichiamo uno speciale ai nostri Under 18 che con entusiasmo e delicatezza hanno voluto e potuto scoprire il mondo degli invisibili, quelle persone che compaiono di notte quando la città si ritira nelle proprie case e svaniscono al mattino, quando la città riprende vita.

Da novembre a marzo ogni venerdì sera le strade di Modena si sono tinte di giallo, non per qualche delitto, ma per la presenza della squadra di volontari (inizialmente 5, poi ridotti a 4 per rispettare un maggior distanziamento in auto, a causa del Covid) che, dopo essersi trovati al CLC a preparare il the e riempire gli zaini di merendine, tonno, succhi di frutta, coperte e, novità degli ultimi due anni, mascherine, salivano sul Defender (alcuni si arrampicavano sul Defender, conquistando il sedile come fosse la cima del Monte Everest) per iniziare il turno.

La prima tappa era rigorosamente quella presso il Forno Friggitoria VG di Via Gazzotti, che ogni settimana ci dona pizzette, gnocco e bomboloni con cui tempriamo la nostra forza di volontà, essendo inebriati per tutta la serata dall'odore di queste delizie appena sfornate, senza poterle addentare. In effetti non vengono donate a noi, ma attraverso di noi a chi dorme in strada. Un bel gesto da parte del proprietario del forno che, dovendo lavorare di notte non può unirsi a noi, ma vuole ugualmente dare il proprio contributo.

Il Defender con i volontari a bordo seguiva poi un itinerario comune a tutte le associazioni che aderiscono al progetto e che tocca alcuni punti della città (dalla stazione dei treni ad alcuni piazzali, dai cavalcavia alle zone limitrofe ai parchi, passando sia per il centro storico che per altre zone più periferiche quando veniva segnalata la presenza di qualche Spirito Libero).

Fino a inizio dicembre incontravamo sul nostro cammino di sentinelle notturne una ventina di persone, da dicembre e fino a inizio marzo (in coincidenza con le accoglienze residenziali attivate dal Comune e dal Serd) il numero calava, variando da un minimo di due-tre persone a un massimo di dieci-dodici circa.

Due chiacchiere con chi ancora non dormiva o si svegliava al nostro arrivo, un bicchiere di the caldo e qualcosa da mangiare, l'ascolto di storie personali cariche di solitudine e affetti interrotti o perduti, su e giù dal Defender (sempre con scalata), quattro passi sotto i portici del centro, altri quattro in zone più buie di periferia, ma sempre in sicurezza e sempre insieme

E proprio l'essere insieme e il mettersi a servizio ci ha permesso di portare un po' di calore (non solo quello delle coperte!) a chi si getta via convinto di non essere più importante per nessuno.

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