Tè, merendine e a volte... un grazie

Anche quest'anno, puntuali come ogni stagione tardo autunnale degli ultimi 15 anni e forse più, siamo ripartiti caricando il Defender con tè, merendine, succhi di frutta, tonno, coperte, qualche giacca ma soprattutto tanta voglia di riprendere quel servizio che, possiamo dircelo, un po’ di dipendenza la crea: l’uscita del venerdì sera, non per aperitivo o disco, ma per il monitoraggio delle condizioni dei senza fissa dimora presenti sul territorio comunale. E’ una dipendenza positiva però, quella tipica di ogni azione che ti porta sì a dare qualcosa (fosse anche solo una serata del proprio tempo), ma ti fa allo stesso tempo sperimentare che è tanto anche ciò che ricevi.

Nella prima uscita, per esempio, quella storicamente riservata ai capo squadra, abbiamo ricevuto tante…parole e insulti da Moktar che voleva dormire ed è stato svegliato dalle nostre voci, tante rimostranze da Kaled che dorme in un parco sopra una panchina e che lamentava di aver ricevuto qualche sera prima una giacca rovinata e sporca e ne voleva un’altra.

Sì, capita di ricevere insulti e lamentele, ma in casi rari e, comunque, comprensibili dal momento che provengono da persone che vivono situazioni precarie, di disagio, di sofferenze, di instabilità mentale. La maggior parte dei nostri spiriti liberi, però, dopo aver allungato la mano per prendere il bicchiere di tè, ci guarda negli occhi e ci ringrazia. Ed è un grazie che colpisce, perché non gli stiamo dando chissà cosa, non gli stiamo offrendo la soluzione ai suoi problemi, non stiamo dando una svolta alla sua esistenza. Diamo un bicchiere di tè. Ma in quel bicchiere c’è l’attenzione, c’è l’essersi ricordati di lui, averlo cercato, avvicinato. C’è il fargli sapere che qualcuno si preoccupa di come sta.
Diamo una coperta, che non è solo un riparo dal freddo. E’ una delicata attenzione verso chi si è addormentato ubriaco e scoperto, e solo la mattina dopo scoprirà che mentre dormiva sono passati degli angeli notturni e hanno posato una coperta sopra al suo corpo intorpidito dall’alcool. Anche loro sono stati bambini e probabilmente anche a loro una mamma o un papà hanno rimboccato le coperte. Ora che, per le ragioni più disparate (e disperate) si stanno lentamente buttando via, c’è qualcuno che ripete quel gesto di cura e attenzione.

Un bicchiere di tè. Una coperta. Una scatoletta di tonno e un saluto, due chiacchiere.
A noi sembrerebbero cose da niente. Ma a chi non ha niente sembra tanto.
E il grazie, o il sorriso, o il leggero chinare il capo in segno di gratitudine scaldano il cuore del volontario, così come il tè scalda il corpo del senzatetto.

Anche quest’anno il nostro impegno si unisce a quello di altre 4 associazioni di volontariato (Croce BluCroce RossaPorta Aperta e Agesci) e proprio grazie a questo lavoro di squadra, anche quest’anno riusciremo a garantire il monitoraggio notturno fino alla fine di marzo. Ogni sera esce una diversa associazione e il sabato ce lo dividiamo a rotazione.

Forza quindi, segnate la vostra disponibilità per i prossimi venerdì. Zaino in una spalla, coperta nell’altra, thermos in una mano e…no, non andremo sulle spiagge a vendere mercanzie varie, ma sulle strade a portare e ricevere calore.

 

In foto, i capisquadra della Accoglienza Invernale 2022/23

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