Proteggere, allertare, soccorrere - Parte 2

Data: 17/02/2023

Autore: Daniele Montorsi 

Completiamo il resoconto dell’incontro di mercoledì 25/1, nel quale Andrea Soriano e Matteo Manzini volontari della AVPA Croce Blu Modena ODV, ci avevano raccontato quali azioni compiere per soccorrere al meglio una persona colpita da un evento traumatico (incidente stradale, caduta accidentale, improvviso malore).
Le ricordiamo: valutare bene lo scenario dell’evento per proteggere il traumatizzato, ma anche noi stessi, da eventuali ulteriori pericoli (per esempio il traffico o la vicinanza di una fiamma viva); registrarne per quanto possibile le condizioni generali, per poi allertare il 118 e comunicarle con calma e chiarezza all’operatore sanitario che ci risponderà, attenti a quanto ci dirà, per realizzare al meglio il soccorso, in attesa dell’ambulanza. Ricorderete infine che i nostri due relatori, avevano completato il loro intervento raccontandoci in che modo comportarci in presenza di ustioni, fratture ed emorragie: tre eventi molto comuni nella nostra vita quotidiana. Nel precedente articolo, abbiamo già trattato il soccorso di un’ustione, ora concludiamo con gli altri due.

Per frattura si intende l’interruzione della continuità di un osso, causata in genere da un trauma, come per esempio una caduta. Una frattura si riconosce perché nel punto in cui si è subìto il trauma, si avverte forte dolore (che aumenta con il movimento), gonfiore, rossore, deformazione e perdita di funzionalità. Nei casi più gravi, come in una frattura esposta, cioè con fuoriuscita di una parte dell’osso, si ha anche lacerazione della cute.
Cosa fare per un primo intervento di soccorso?
Dopo aver controllato le condizioni generali del traumatizzato ed averlo tranquillizzato, se la frattura è esposta, tamponare la ferita con tessuti sterili per proteggerla dal rischio di infezioni; se invece non è esposta, cercare di immobilizzare la parte anche con strumenti di fortuna (pezzo di legno, cartone, bastone, un qualsiasi altro oggetto rigido). In entrambi i casi, allertare prima possibile il 118. Una cosa da NON fare assolutamente è massaggiare l’area colpita o improvvisare manovre per tentare di sistemare l’arto che appare deformato.

Per emorragia si intende una perdita di sangue dall’organismo che a seconda della parte interessata, può essere interna o esterna.
Le emorragie interne sono spesso causate da traumi importanti che colpiscono organi interni del nostro corpo e per questo motivo, sono molto insidiose perché non sempre visibili. Si manifestano con forte calo di pressione, improvvisa debolezza, intorpidimento, perdita di equilibrio, alterazione dello stato di coscienza con sonnolenza e difficoltà nel comunicare. Il trattamento delle emorragie interne è sempre e solo chirurgico e dunque va chiamato immediatamente il 118. Nell’attesa il soggetto va tenuto a riposo in posizione distesa.
A volte le emorragie interne possono essere esteriorizzate da fuoriuscita di sangue, dal naso, dalla bocca o dalle orecchie; in questi casi NON ostacolare questi versamenti, utili per alleggerire la pressione sul cervello, evitando così danni assai peggiori.
Le emorragie esterne, sono invece caratterizzate da fuoriuscita di sangue da una parte del nostro corpo. Se la perdita di sangue è di tipo arterioso, è più abbondante, intermittente perché segue la scansione del battito cardiaco, e di colore rosso vivace; se invece è di tipo venoso, il sangue esce più lentamente, in quantità minore ed è di colore rosso scuro.
In entrambi i casi, per arrestare l’emorragia, comprimere con forza la ferita con un tessuto pulito o una compressa di garza e fasciarla con una certa pressione. Poi, allertare il 118.
Da NON fare assolutamente, l’applicazione di lacci emostatici, la rimozione di eventuali oggetti che hanno provocato la ferita, la somministrazione di tè, caffè o bevande alcoliche, e non fare camminare l’infortunato.

Come vedete, tanti piccoli accorgimenti, alla portata di tutti, ma utilissimi per salvare quel bene prezioso e irrinunciabile che è la nostra Vita.

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